
Fitodepurazione Integrata |
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Premesse |
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| Il risanamento ambientale e la riduzione del carico inquinante provocato dalle attività umane sono diventati ormai scelte obbligate ed improrogabili per garantire una migliore qualità della vita nel prossimo futuro; in particolare la riconversione delle attività produttive su presupposti di compatibilità e l’intervento sistematico sul territorio per la tutela dei corpi idrici, oltre al miglioramento della biodiversità dovranno essere perseguiti all’interno di programmi integrati in cui ogni attore della società dovrà partecipare attivamente per quanto di sua competenza. Le fonti di inquinamento infatti derivano sia dalle attività industriali e produttive, che dall’agricoltura ed allevamento, che dagli usi civili per cui ognuno di noi dovrà sentirsi coinvolto e responsabile delle future scelte. Per tali scelte la conoscenza della natura e dei processi biologici ci viene incontro: conservare le zone umide naturali ed incrementarle, rinaturalizzare i corsi d’acqua e simulare sistemi palustri attraverso la realizzazione di impianti fitoassorbenti e depuranti è possibile e con costi di intervento accessibili. In particolare la fitodepurazione rappresenta un metodo semplice di trattamento delle acque di scarico applicabile sia a reflui di tipo domestico di piccola entità, sia ad alcune realtà industriali o zootecniche e può inoltre rappresentare un sistema di finissaggio per un’ampia varietà di acque, già precedentemente trattate con metodi differenti. La rapida diffusione di questa tecnica in molti paesi europei ed extra europei – ad esempio Stati Uniti ed Australia – è legata alla possibilità di ottenere elevati standard qualitativi negli effluenti a costi di costruzione, e soprattutto di gestione, più bassi rispetto alle tecnologie tradizionali. Accanto a questo aspetto è da sottolineare l’importanza del ricorso a tecniche di trattamento che, parallelamente, permettano il miglioramento della qualità degli ecosistemi sia acquatici che terrestri, il ripristino strutturale del territorio e l’utilizzo ricreativo che le zone umide possono offrire ai cittadini. Anche nel panorama italiano, ed in particolare in quello regionale Veneto, la fitodepurazione sta riscontrando un crescente interesse ed una sempre maggiore applicazione anche in forza delle direttive impartite dalla legge 152 del 1999 e successive modifiche ed integrazioni. La fitodepurazione rappresenta un’efficiente ed economica tecnica depurativa nella quale l’affluente è caratterizzato da matrice prevalentemente organica e quindi richiede un trattamento di degradazione sostenuto essenzialmente da microrganismi. È inoltre la soluzione più vantaggiosa nel caso di scarichi discontinui o irregolari, come quelli derivanti da attività turistiche, campeggi, alberghi, agriturismo, o da produzioni agricole e di trasformazione di tipo stagionale, quali cantine e frantoi. Rispetto ai sistemi di trattamento tradizionali, nella fitodepurazione possono essere maggiormente assorbite le variabilità del carico idraulico, della temperatura e delle caratteristiche qualitative del refluo in entrata, raggiungendo sempre un’ottima efficienza depurativa. Altra interessante applicazione di questa tecnica è quella di inserire bacini di fitodepurazione come fase di sicurezza rispetto ai possibili sversamenti accidentali di sostanze tossiche direttamente nell’ambiente (percolati di discariche). La differenza sostanziale di questi sistemi rispetto alle tecnologie tradizionali, quali ossidazione prolungata, fanghi attivi ed altre, è rappresentato principalmente dal fatto che nella fitodepurazione non è possibile “spegnere il processo depurativo”, quindi l’impianto funziona anche in situazioni accidentalmente sfavorevoli quali assenza di energia o sovraccarico idraulico ed organico, che al contrario inficerebbero i processi tradizionali. |
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Definizioni |
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La classificazione è basata non solo sulla tipologia delle piante utilizzate nei sistemi di trattamento, ma anche sul diverso livello di naturalità riscontrabile nei progetti, secondo un gradiente che va dai sistemi prettamente naturali agli impianti interamente artificiali, la cui realizzazione esalta i processi naturali di depurazione delle acque. In questo ambito siamo supportati dalla tecnologia importata dai paesi del Nord Europa nonché dalla predisposizione di linee guida internazionali da parte della Comunità Europea. Zone umide (wetlands) Zone umide costruite (constructed wetlands) |
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Fitodepurazione Tradizionale e Fitodepurazione Integrata a confronto |
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Un tipico impianto di fitodepurazione può essere schematizzato come segue:
FITODEPURAZIONE TRADIZIONALE |
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FITODEPURAZIONE INTEGRATA |
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L’impiego dei Rotori Biologici a Dischi “RBD®” nella fase ossidativa presenta i seguenti vantaggi rispetto ad altri tipi di ossidazione a biomassa adesa:
La fitodepurazione integrata con altri sistemi è una soluzione esplicitamente suggerita nel D. Lgs. 11 Maggio 1999 n°152: questa tipologia di trattamento permette al gestore di ridurre drasticamente i costi di esercizio grazie alla combinazione favorevole di diversi fattori:
I punti sopra elencati sono aspetti vincenti rispetto a processi depurativi più sofisticati che richiedono un elevato grado di automazione pur necessitando di assistenza continua da parte di personale specializzato, come nel caso degli impianti a membrane. Infine, la fitodepurazione non solo si contraddistingue per il limitato impatto ambientale sul territorio, ma valorizza anche gli spazi utilizzati con la creazione di una nuova area verde. |
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