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Rotori Biologici a Dischi

 

Gli unici con struttura portante reticolare anticollasso -
garanzia 10 anni

   
Linee d'impiego
• Nuovi impianti: trattamento completo o sgrossatura per la riduzione del 50-70% del carico
• Impianti già esistenti: potenziamento facilitato dal basso impegno di energia e di spazio

Principali settori d'impiego
Trattamento di scarichi di insediamenti urbani, turistici, campeggi, industrie alimentari, enologiche, birrerie, distillerie, conserviere, casearie, tintorie, allevamenti zootecnici.

Serie standard per impianti da 100 a 100.000 A.E.
  • DN 1600 per superfici biologiche sino a mq. 1.500 cad. rotore
  • DN 2000 per superfici biologiche sino a mq. 3.000 cad. rotore
  • DN 2500 per superfici biologiche sino a mq. 6.000 cad. rotore
  • DN 3000 per superfici biologiche sino a mq. 9.200 cad. rotore
  • DN 3600 per superfici biologiche sino a mq. 13.500 cad. rotore
  • DN 4000 per superfici biologiche sino a mq. 16.600 cad. rotore
DENSITÀ: da 150 m²/m³ a 230 m²/m³ (tipo HD per bassi carichi specifici e per nitrificazione).
 

Principali Vantaggi del Sistema

Velocità di attivazione
Avviene spontaneamente in 10/12 giorni e, altro fattore positivo, il sistema è insensibile ad interruzioni o fermi di qualche ora (ad esempio per mancanza di energia elettrica).
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Autonomia di processo
Nel comparto ossidativo i rotori svolgono la funzione di supporto della colonia batterica portandola, mediante lenta rotazione, alternativamente a contatto del liquame (fase di immersione) e dell’aria (fase emersa). Nella prima fase i batteri trovano il nutrimento nel carico inquinante, mentre nella seconda assorbono l’ossigeno dall’aria con la quale si trovano in diretto contatto. Ciò mette la massa batterica in condizione di approvvigionarsi della giusta quantità di ossigeno necessaria, che è differente in dipendenza delle numerose varianti di processo, quali portata, concentrazione specifica, temperatura, grado di umidità dell’aria, ecc. Grazie a ciò, il sistema acquisisce la proprietà di autoregolazione del processo depurativo e, pertanto, un’elevata affidabilità. Ciò esclude, inoltre, la necessità di personale specializzato, altrimenti indispensabile per eseguire il frequente controllo della concentrazione dei fanghi nello stadio ossidativo e relativo ricircolo degli stessi dal chiarificatore finale. Tale ricircolo non occorre nello stadio ossidativo a rotori biologici.
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Costi di gestione molto bassi
Concorre a ciò, oltre al risparmio di personale (limitato alla sola ispezione e manutenzione quantificabili dalle 6 alle 10 ore/mese), il forte risparmio di energia elettrica. La potenza necessaria in uno stadio ossidativo a rotori si riduce, infatti, fino a una quindicesima parte (0,6 Watt per abitante) di quanto invece richiesto da altri tipi di stadi ossidativi.
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Risparmio di aree, opere murarie, apparecchiature, linee elettriche
La superficie occupata da un impianto di depurazione con stadio ossidativo a rulli è ridotta. Infatti, sia lo stadio ossidativo sia la chiarificazione finale richiedono spazi ed opere murarie più piccole di quelle occorrenti per un trattamento a fanghi attivi ed, in proporzione, saranno più piccole anche le relative apparecchiature (ponti raschianti, ecc.). Altra fonte di notevole risparmio sono i bassi costi di allaccio e costruzione delle linee elettriche, date le piccolissime potenze installate. Ciò esclude anche eventuali difficoltà di approvvigionamento, come più facilmente può accadere per potenze elevate.
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Velocità di sedimentazione
II fango di supero prodotto dai rulli biologici ha la caratteristica di presentarsi in fiocchi molto grandi che sedimentano molto velocemente (sino a 20 m/h). Ciò consente di ridurre notevolmente le dimensioni dei bacini di chiarificazione finale, con forti risparmi di opere murarie, giungendo fino ad una superficie di bacino pari a 0,01 m²/ab ed una capienza di soli 25 l./ab. Da ricordare anche l’alto contenuto in solidi di tale fango, che può giungere fino al 4-5% di concentrazione.
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Forte elasticità
Forti variazioni di carico idraulico o biologico non variano sensibilmente la qualità dell’effluente anche se protratte per più ore. Inoltre, la mancanza di flusso, anche per diversi giorni, non influisce sul pieno rendimento che si ripristina spontaneamente in poche ore dal suo ritorno.
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Miglior rendimento alle basse temperature
È noto che sotto ai 12°C il rendimento depurativo cala fortemente, così come è altrettanto noto che per il processo di nitrificazione e denitrificazione occorre che i liquami abbiano una temperatura non inferiore ai 14°C. Pertanto, risultano evidenti i vantaggi di un sistema depurativo che richiede tempi di ritenzione molto bassi (60/90 minuti) e vasche ossidative più piccole (quindi copribili a basso costo), fattori, entrambi, che consentono ai liquami di conservare la loro temperatura iniziale e, comunque, senza raffreddamenti tali da comportare una notevole riduzione di efficacia.
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Insensibilità agli oli minerali -idrocarburi - sostanze tossiche
La flora biologica presente sui rulli è in grado di asportare, disgregandoli, idrocarburi, oli minerali, grassi, benzine, ecc. Concentrazioni nei liquami di 30/40 mg/l di idrocarburi vengono ridotti sino ai 5 mg/l. Inoltre, l’alta quantità di biomassa presente consente di assorbire, con limiti molto più ampi di altri sistemi di trattamento, improvvisi aumenti delle concentrazioni di sostanze tossiche nei liquami. Infatti, in tal caso il film biologico viene danneggiato solo in superficie mentre la colonia batterica residua (sottostante) continua la propria attività depurativa riportandosi, contemporaneamente, alle condizioni preesistenti molto velocemente. Inoltre, essendo gli impianti a rulli generalmente in versione multistadio, gli ultimi stadi saranno meno esposti alle tossicità.
 
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