La potabilizzazione contro siccità ed emergenza idrica.

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La potabilizzazione contro siccità ed emergenza idrica.

L’acqua è un bene prezioso, indispensabile alla vita stessa. Proprio l’acqua è una risorsa a rischio. Sono più d’uno i fattori che minacciano il reperimento dell’acqua necessaria alla popolazione mondiale. Dai fenomeni climatici che riducono la diponibilità idrica all’eccessivo consumo di acqua nei paesi occidentali. Ecco perché la potabilizzazione dell’acqua oggi è in crescita. E così la richiesta di tecnologia e di impianti di potabilizzazione da parte degli enti gestori, ma non solo.  Vediamo insieme i principali fattori alla base dell’emergenza idrica e quale aiuto può venire dal trattamento dell’acqua potabile.

Water Footprint. L’impronta idrica

Proprio come per le risorse ambientali, c’è un indicatore di sostenibilità dell’acqua. Si tratta del Water Footprint, ovvero l’impronta idrica. È possibile calcolare il consumo di acqua di un’intera nazione, così come di un singolo prodotto. Si valuta quanta acqua occorre per i processi produttivi e per i consumi domestici. Non solo quella reperita internamente, ma anche l’acqua “importata” dall’estero attraverso beni e servizi.

È stato calcolato che consumiamo il 600% in più di acqua rispetto al secolo scorso. L’Italia non si distingue certo per virtù nei consumi idrici. Il consumo pro capite in Italia infatti è di circa 240 litri al giorno. Ad aggravare la situazione c’è la grande dispersione d’acqua: 50 metri cubi per ogni chilometro di rete idrica. E solo l’11% dell’acqua piovana viene trattenuta a causa di una maglia infrastrutturale inefficiente.

Cambiamenti climatici e scarsità d’acqua

Il cambiamento del clima ormai è un fatto. Anche in Italia il clima più caldo e la scarsità di piogge causano periodi di siccità. E la siccità influisce negativamente sulle riserve naturali di acqua. Nel 2017 secondo il rapporto di ISPRA – Istituto Superiore per la protezione dell’Ambiente, molte regioni si sono trovate in una vera emergenza idrica. Si è registrata una temperatura superiore alla media, anche dell’acqua dei mari. E le piogge sono state inferiori anche del 70% su base annuale, come ad es. nell’Italia nord-occidentale e nelle regioni tirreniche. Sardegna e Sicilia hanno conosciuto lunghi periodi di totale assenza di precipitazioni. È una condizione siccitosa che non riguarda solo il nostro paese, si tratta invece di una tendenza globale.

Razionalizzare le risorse idriche

Con la riduzione delle riserve naturali di acqua diventa indispensabile preservare e impiegare al meglio l’acqua disponibile. C’è tutto il capitolo della prevenzione che promuove cultura dell’acqua e consumo consapevole. C’è la responsabilità delle istituzioni e dei sistemi economici e produttivi per la tutela diretta e indiretta della risorsa idrica. Ma in un simile contesto è anche fondamentale sfruttare ogni fonte d’acqua, non disperdere nessuna possibile sorgente di approvvigionamento. Ecco che la potabilizzazione delle acque diventa essenziale per poter destinare al consumo e all’impiego umano acque che altrimenti non sarebbero utilizzabili. Del luglio scorso, per fare un esempio, è la notizia del progetto di un potabilizzatore per le acque del Tevere a servizio della città di Roma che nel 2017 aveva subito una forte crisi idrica.

Cos’è la potabilizzazione

L’acqua destinata al consumo umano deve avere precise caratteristiche organolettiche e fisiche, e rispondere a puntuali parametri igienici. La normativa che regola le caratteristiche dell’acqua potabile è il Decreto Legislativo 31/2001, cui si unisce una serie di altre leggi a regolamentarne specifici aspetti.
L’acqua da fonti naturali ha differenti caratteristiche e richiede diversi interventi. L’acqua da fonti primarie come falde, laghi, fiumi – soprattutto superficiali – in varia misura non risponde alle caratteristiche di potabilità. Quest’acqua può essere immessa nell’acquedotto solo dopo un processo di potabilizzazione, che dipende anche dai fini di impiego (se per il consumo, l’irrigazione, l’industria del food).

Il processo tecnologico che rende l’acqua potabile

Il processo di potabilizzazione delle acque primarie passa attraverso varie fasi. Depurazione, trattamento e disinfezione sono attuati con impianti tecnologici specifici. Si tratta di pulire l’acqua da residui e sedimenti, liberarla da batteri e agenti patogeni, garantire la giusta misura di sostanze come i sali minerali. Per questo le tecnologie implicate sono:

  • Trattamenti di grigliatura, sedimentazione e filtrazione per far emergere le impurità, eliminarle e chiarificare l’acqua
  • Trattamenti per “aggiustare” le caratteristiche dell’acqua, dal punto di vista organolettico e delle proprietà fisiche (come la presenza di calcare o sali minerali).
  • Processi di disinfezione come la clorazione.

Le applicazioni della potabilizzazione

La potabilizzazione si applica alle acque destinate alla rete idrica, ma gli impianti di potabilizzazione sono impiegati anche presso siti industriali, ad es. nelle industrie alimentari. La potabilizzazione è possibile inoltre a una scala inferiore, come nei pozzi, anche ad uso domestico.

Insomma, la potabilizzazione è una risorsa importante e le tecnologie attuali ci permettono interventi sicuri e articolati. Tuttavia la necessità di potabilizzare è essa stessa un campanello d’allarme. Proteggere l’acqua come un bene prezioso passa attraverso il rispetto per l’ambiente e per le risorse naturali, lungo tutta la filiera dell’acqua.

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